Giornata storica per Roma con l’abbattimento di otto ville abusive di proprietà del clan Casamonica. Si tratta di una maxi operazione alla periferia est di Roma: nelle villette, nella zona del Quadraro, c’erano famiglie e minori. Nessuno avrebbe opposto resistenza anche se sarebbe stata trovata della cocaina.

I lavori per la demolizione di questi immobili dureranno almeno un mese, poi ci sarà la fase della rimozione delle masserizie. L’area in cui le ville erano state edificate è soggetta a vincolo archeologico, paesaggistico e ferroviario. Nessuno fino ad oggi aveva procedura alla demolizione.

Per Salvini si tratta di “un bel segnale ed è solo l’inizio”:

Sono venuto a ringraziare gli uomini delle forze dell’ordine perché dopo decenni si riporta legalità in un quartiere dove c’era abuso. Un bel segnale non solo per i romani ma per tutti gli italiani, anche perché siamo solo all’inizio: preparatevi.

Questo, invece, il commento della sindaca Virginia Raggi:

Quella di oggi è una giornata storica per la città di Roma e per i romani. Mettiamo fine a anni di illegalità e inviamo un segnale forte alla criminalità e al clan Casamonica, sgomberando e abbattendo otto villette abusive nella periferia est di Roma. L’amministrazione si è impegnata come mai è successo nella sua storia recente: da oltre 10 mesi abbiamo pianificato questa operazione che vede l’impegno di ben 600 uomini della Polizia Locale. Ho voluto partecipare alle operazioni di sgombero e abbattimento per manifestare la presenza delle Istituzioni al fianco dei cittadini nella lotta all’illegalità e alla criminalità. Noi non abbassiamo lo sguardo. Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano da 30 anni lì, realizzate in palese violazione di regolamenti edilizi, vincoli paesaggistici, ferroviari ed archeologici. Alcune case avevano persino inglobato interi tratti dello storico acquedotto felice. Sono state utilizzati 20 mezzi per gli abbattimenti. Quelle villette erano diventate il simbolo dell’illegalità e dell’impotenza di fronte alla malavita. Abbiamo cancellato soprattutto questo. Le Istituzioni ci sono e non abbassano lo sguardo. È stata un’operazione complessa, partita molti mesi fa che ha permesso di concludere procedimenti sospesi e abbandonati in un cassetto.