Come era prevedibile le mozioni sulla TAV hanno spaccato il governo con la Lega di Salvini che ha votato a favore dell’opera insieme a Fratelli d’Italia, Forza Italia e Partito Democratico mentre il Movimento 5 Stelle di Di Maio ha ribadito la sua contrarietà all’opera insieme a Liberi e Uguali. Secondo Matteo Salvini, “qualcosa si è rotto” negli ultimi mesi e parlando ai colleghi di governo, in un vertice con Conte, chiede un rapido cambio di marcia entro lunedì altrimenti sarà crisi di governo.

L’aria di crisi all’interno di Palazzo Chigi ha portato a rivedere le agende di tutti i protagonisti del governo giallo-verde con il premier Conte che rinvia a data da destinarsi l’incontro con i giornalisti, con Di Maio che annulla tutti gli impegni e Salvini che non sarà presente ad alcuni comizi.

Salvini da Sabaudia dice: “non interessa chiedere qualche poltrona o qualche ministero in più. O si possono fare le cose o si torna a far decidere il popolo. Io non sono fatto per le mezze misure: o le cose si fanno per intero, in maniera efficace e veloce, o scaldare la poltrona non fa per me”.

Voci vicine alla Lega però parlano della volontà di un cambio dell’esecutivo soprattutto con la sostituzione di alcuni ministri: quello dei Trasporti Danilo Toninelli, quello dell’Ambiente Sergio Costa e quello della Difesa Elisabetta Trenta. Oltre a Giovanni Tria, che il vicepremier rimprovera di essere troppo arrendevole con Bruxelles.

Oggi è possibile che ci sia un incontro tra i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il premier Conte per definire il proseguo dell’opera di governo.