Non ha dubbi il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che, commentando lo stupro della donna di 36 anni a Viterbo (gli accusati sono simpatizzanti di CasaPound, l’associazione di estrema destra), torna a parlare di castrazione chimica:

Nessuna tolleranza per pedofili e stupratori: la galera non basta, ci vuole anche una cura. Chiamatela castrazione chimica o blocco androgenico, la sostanza è che chiederemo l’immediata discussione alla Camera della nostra proposta di legge, ferma da troppo tempo, per intervenire su questi soggetti. Chiunque essi siano, bianchi o neri, giovani o anziani, vanno puniti e curati.

A essere d’accordo anche il segretario di CasaPound Simone Di Stefano:

Auspico pene durissime per ogni infame stupratore. Castrazione compresa.

A frenare sono anzitutto i Cinque Stelle:

Anche CasaPound chiedeva e chiede la castrazione chimica e poi guarda il caso, ad aver commesso lo stupro e ad essere arrestato è stato un loro consigliere. Serve la certezza della pena e e anni e anni di detenzione, perché lo strumento della castrazione chimica non colpisce gli stupratori anzi lascia criminali e stupratori a piede libero.

Il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, poi, prende le distanze dalla proposta di Salvini:

Io non ci sto a prendere in giro i cittadini e le donne che hanno paura della violenza con il tema della castrazione chimica: per come è scritta si applicherebbe solo a casi meno gravi e sarebbe volontaria. Io e il M5s andremo avanti a raccontare la verità: non si possono fare facili slogan come fa Casapound che poi si trova propri consiglieri coinvolti in un caso di violenza di gruppo. Per me la gente che pratica violenza ai danni delle donne e dei bambini deve stare in galera: non è che gli prepariamo un ‘salvacondotto’ con la castrazione chimica. E non è che parliamo di castrazione chimica solo per i casi di minore gravità facendola sembrare la soluzione al problema. La soluzione è la galera.