Chi si masturba in pubblico viene punito con una multa e non finisce in galera: questo grazie alla depenalizzazione di alcuni reati introdotta dal decreto legislativo 8 del 2015 tra i quali rientrano, appunto, gli atti osceni in luogo pubblico. A non essere d’accordo è Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno, che, però, in materia non può avere alcuna competenza: per questo ha scritto al Ministro della Giustizia Bonafede chiedendo un intervento immediato.

Il suo obiettivo è quello che la masturbazione in pubblico torni ad essere reato. Bisogna rimediare a “un altro regalo del Pd agli italiani” – ha spiegato Salvini – affinché questo tipo di atti osceni in luogo pubblico venga considerato un reato penale (così come era prima del 2015, prima del decreto legislativo n. 8). “Giù le mani dalle donne e dai bambini” ha tuonato il vicepremier che, in questi giorni, ha promesso l’applicazione graduale della Flat Tax, così come annunciato in campagna elettorale. Meno tasse per tutti.

A far nascere il dibattito sul reato di masturbazione è stato il caso di un 28enne albanese che si sarebbe esibito davanti a una ragazzina a Venezia. Adesso l’uomo dovrà pagare una multa: non andrà in carcere nemmeno per un giorno, nonostante l’atto osceno in luogo pubblico.