Rami, il ragazzino eroe del bus dirottato, potrà avere la cittadinanza italiana. A deciderlo è stato il Governo, in primo luogo i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe stato il leader del M5s a convincere il collega della Lega ad aprire a questa possibilità, a dare un riconoscimento a Rami che, col suo comportamento, ha evitato una strage di bambini.

Sì alla cittadinanza a Rami perché è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo Paese ma il Ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare.

Queste le parole di Matteo Salvini che poco prima aveva detto che “non c’erano gli elementi” per concedere la cittadinanza anche ai familiari.

Nei giorni scorsi avevo inviato una lettera proprio ai ministeri competenti per chiedere loro di conferire la cittadinanza per meriti speciali al piccolo Rami. Sono felice di aver convinto anche Salvini sulla cittadinanza a questo bambino.

Queste, invece, le parole di Luigi Di Maio.

“Sono felice, non me l’aspettavo” ha detto il piccolo Rami che “ha fatto i salti di gioia”. Ora a rivendicare la cittadinanza è anche il papà di Adam (il bimbo che ha chiamato i carabinieri), che è di origini egiziane:

Sarebbe bello che dessero la cittadinanza anche a mio figlio Adam, che, come si è sentito anche dalle registrazioni delle telefonate al 112, ha chiamato i soccorsi. Adam è un ragazzo sensibile ed è rimasto molto male del fatto che tutti, anche a scuola, parlino del compagno ma non di lui.