Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato la propria crociata contro i negozi e le fiere che vendono la cannabis legale: dopo aver incontrato alcuni operatori di comunità ha deciso impegnarsi a trovare un modo per farli chiudere. Una proposta che ha subito fatto clamore e che ha riaperto la discussione sui rischi per la salute che può avere la cannabis legale, cioè quella che contiene una piccola concentrazione di principio attivo Thc nei prodotti.

Il Ministro dopo aver incontrato una delegazione di operatori di comunità per tossicodipendenti ha dichiarato:

“Subito controlli a tappeto sui negozi. (…)da domani ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l’obiettivo di chiuderli uno per uno. Non aspetto i tempi della giustizia. La droga è un’emergenza devastante, dobbiamo usare tutti i metodi democratici per chiudere questi luoghi di rieducazione di massa. Ora usiamo le maniere forti. (…) Noi non vogliamo punire i consumatori, mi interessa la galera certa per gli spacciatori trovati in flagranza di reato. La stragrande maggioranza delle comunità di recupero attorno al tavolo mi ha chiesto un approccio assolutamente rigido”

A frenare la questione è la collega di Governo e ministro per la Salute Giulia Grillo che intervistata da CorriereTv ha ridimensionato il provvedimento annunciato da Salvini dicendo:

“Non bisogna dare informazioni sbagliate, perché nei canapa shop non si vende droga. Se per caso, come ministro dell’Interno, Salvini è in possesso di informazioni che io non ho, e questo è pure possibile, chiaramente allora bisogna fare un altro ordine di considerazioni.”

Il Ministro della Salute ha poi annunciato che sta prevedendo “restrizioni per quanto riguarda la vendita in riferimento alle categorie più fragili, come donne in gravidanza e minori. (…) Io valuto l’aspetto relativo alla salute. Va comunque ribadito che la concentrazione del principio attivo Thc nei prodotti non è tale da avere un effetto stupefacente. In Italia non c’è la droga libera”.

Proprio il dicastero che si occupa della salute ha chiesto al Consiglio Superiore della Sanità una relazione sui potenziali danni provocati dalla cannabis legale, l’ente superpartes ha confermato che non può essere esclusa la pericolosità dei “prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa”.