Mentre il vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini viene nuovamente indagato per sequestro di persona (reato che avrebbe commesso a Siracusa a fine gennaio), il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, mette in guardia l’Italia: bisogna trovare una soluzione il prima possibile, altrimenti il nostro Paese rischierà di dover gestire un’accoglienza per 800mila persone in fuga dalla guerra.

La crisi in atto a Tripoli, con l’avanzata delle forze del generale Khalifa Haftar sulla capitale libica, potrebbe spingere 800mila migranti e libici, tra cui criminali e jihadisti legati all’Isis, verso l’Italia e le coste europee.

Queste le parole di Sarraj che al Corriere della Sera ha spiegato:

Haftar dice che sta attaccando i terroristi ma qui ci sono solo civili, sta bombardando anche ospedali e ambulanze. Questa è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta. Noi difenderemo le nostre città, la guerra è ancora aperta e i combattimenti continuano. Noi ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili.

Il premier, poi, ha ringraziato l’Italia per aver lasciato perfettamente funzionante l’ambasciata di Tripoli.

Khalifa Haftar non sta compiendo un’operazione anti-terrorismo, ma un colpo di Stato.

Così l’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamè.