Edward Snowden, la talpa del Datagate, è formalmente accusato di spionaggio dalla giustizia USA e dalla Virginia i procuratori federali hanno chiesto alle autorità di Hong Kong di arrestarlo.

L’ex analista dei servizi segreti americano che ha svelato l’esistenza del programma di spionaggio informatico Prism si è rifugiato nella ex colonia inglese ma secondo il Washington Post è pronto a fuggire in Islanda che si è detta disponibile ad offrirgli asilo politico.

Ufficialmente il testo dell’incriminazione rimane segreto ma è il giornale statunitense a rivelare i dettagli delle accuse, sarebbe accusato di furto di proprietà del governo. (foto by InfoPhoto)

Lo scandalo intanto si allarga in Gran Bretagna, sempre secondo le accuse di Snowden riferite al Guardian l’agenzia britannica Gchq avrebbe intercettato in segreto “grandi quantità” di dati internet e chiamate telefoniche sui cavi di fabbri ottica a livello globale e le ha poi condivise con l’agenzia americana NSA.
Le operazioni di monitoraggio della Gchq secondo il giornale britannico, hanno il nome in codice “Tempora”.

Intanto un imprenditore islandese, Olafur Sigurvinsson, proprietario di un’azienda in contatto anche con Wikileaks, la DataCell si è detto disponibile a mettere a disposizione un suo aereo privato per portare la talpa americana in Islanda, “tutto è pronto, dobbiamo solo aspettare una conferma dal ministero degli interni dell’Islanda”, ha dichiarato l’imprenditore, aggiungendo che Snowden potrebbe partire anche domani. “Ma prima dobbiamo avere una conferma sull’asilo e che non sarà estradato negli Usa”. Il suo scopo, ha aggiunto, è quello di ottenere la cittadinanza.

La Casa Bianca e il governo inglese finora non hanno commentato gli ultimi sviluppi del caso.