Il coinvolgimento dell’Italia nello scandalo Datagate provoca le prime reazioni ufficiali. Il ministro della difesa, Mario Mauro, ha dichiarato al quotidiano Repubblica: “L’eventualità che le ambasciate europee, compresa quella italiana, fossero spiate a Washington e New York è tutta da verificare. Ma se fosse vero, i rapporti tra Italia e Usa sarebbero compromessi. Se siamo amici non è accettabile che qualcuno all’interno di questo rapporto si comporti come una volta faceva l’Unione Sovietica con i suoi paesi satelliti”.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è prudente ma chiaro: “E’ una questione spinosa che dovrà trovare delle risposte soddisfacenti” (foto by InfoPhoto).

Nel pieno delle polemiche, aggravatesi dopo gli ultimi articoli del Guardian che, citando Edward Snowden, rivela attività sistematiche di spionaggio da parte dell’Nsa nei confronti della diplomazia dell’Unione europea, è arrivata una laconica dichiarazione di John Kerry, segretario di Stato americano: “La ricerca delle informazioni sugli altri Paesi non è inusuale”.

Intanto l’Ecuador ha fatto sapere di non voler concedere asilo politico a Snowden, contrariamente alle voci dei giorni scorsi. La talpa dell’intelligence americana, ricercata dagli Usa, si trova in Russia. Il vicepresidente dell’Ecuador, Rafael Correa, ieri ha ricevuto una telefonata da Joe Biden, vice di Obama: la richiesta era di non concedere asilo. Correa ha detto oggi che il destino di Snowden è nelle mani della Russia.