Sergey Savitsky, 55 anni, ha accoltellato il suo collega, lo scienziato Oleg Beloguzov, 52 anni, poiché gli svelava il finale dei gialli che stava leggendo. Un motivo banale, dunque, alla base dell’aggressione ai danni di un uomo che adesso si trova in terapia intensiva e che fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita. I fatti si sono verificati in Antartide dove il 55enne ha impugnato un coltello e l’ha piantato sul petto del collega scienziato lo scorso 9 ottobre.

L’aggressore, per trascorrere il suo tempo, aveva deciso di comprare alcuni libri e di appassionarsi alla lettura. Il collega, però, gli avrebbe rovinato sempre il finale anticipandogli tutto. Così, dopo diverse liti, è successo quello che nessuno poteva mai aspettarsi, soprattutto per una causa così banale.

I due colleghi vivevano da quattro anni nella stessa struttura. Alla base del tragico gesto, stando ad una prima ricostruzione dei fatti, non solo l’anticipazione del finale dei gialli ma anche problemi personali come una vita in mezzo al nulla, al massimo gli scienziati che operano in questa parte di Antartide possono guardare due canali televisivi russi, leggere e fare ginnastica. Savitsky, adesso, è accusato di tentato omicidio; queste le sue parole:

Non ne potevo più ma non volevo ucciderlo.

L’uomo si è detto rammaricato per quanto accaduto, avrebbe ammesso le sue responsabilità e starebbe collaborando con gli inquirenti.