Le tute blu dei metalmeccanici scendono in piazza in uno sciopero generale con manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli promosse da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti. “Futuro per l’industria”, è lo slogan che accompagna le piazze.

Marco Bentivogli, segretario Fim-cisl alla manifestazione dei metalmeccanici a Milano paragona il governo giallo-verde a Schettino: “Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave? Basta condoni fiscali e sussidi, bisogna far ripartire il Paese con equità e giustizia”.

Uno sciopero che si collega a un periodo di instabilità industriali e vertenze importanti, le ultime da Whirlpool all’ex Ilva: con un numero di  lavoratori a rischio “va dagli 80.000 ai 280.000” in base agli accordi che si riusciranno a raggiungere. I sindacati si scagliano contro il Ministro Di Maio dicendo: “Il Mise è diventato un luogo fantasma, si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione”.

I sindacati partono dalla richiesta per il rilancio degli investimenti pubblici e privati ed il sostegno all’occupazione: temi che vanno rimessi al centro dell’agenda politica insieme a una nuova idea per la politica industriale del Paese.