Il 14 giugno sarà un altro venerdì nero per gli italiani: previste non solo 24 ore di stop del trasporto pubblico urbano, ma anche una serie di fermi nel settore aereo. I sindacati, infatti, informano in una nota che dalle ore 00:01 alle ore 23:59 sciopereranno i naviganti, il personale di terra Alitalia, ma anche i lavoratori della Sea; saranno completamente fermi gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa e quelli della società AdF all’aeroporto di Firenze.

Per quanto riguarda il trasporto locale, come sempre sono previste delle fasce di garanzia che variano da città a città, vediamo come nel dettaglio:

Roma
Trasporti Atac e Tpl previsti da inizio servizio fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Inoltre, nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 giugno sono a rischio le corse delle linee notturne da N1 a N27. Allo sciopero USB, se ne aggiunge un secondo proclamato da Or.S.A. solo per i lavoratori della ferrovia Roma-Giardinetti. Previste anche in questo caso le fasce di garanzia.

Milano
Trasporti Atm garantiti da inizio servizio alle 8.45 e dalle 15 e alle 18.

Torino
Fasce orarie garantite per il servizio urbano e suburbano GTT: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15. Autolinee extraurbane garantite da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30. sfm1 Pont-Rivarolo-Chieri (ferrovia Canavesana) e sfmA Torino-Aeroporto-Ceres garantiscono trasportano da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30.

Bologna
Il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari TPER dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere) si ferma dalle ore 8.30 alle ore 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio.

Napoli
Servizio Anm garantito dalle ore 5.30 alle 8.30 (ultima partenza ore 8.00) e dalle 17 alle 20 (ultima partenza ore 19.30).

Il sindacato Usb motiva il fermo con una nota che dichiara: “Vertenze con problemi e rivendicazioni diverse trovano un denominatore comune nella lotta contro il degrado complessivo del sistema dei trasporti del nostro Paese, causato dai tagli di bilancio, da piani industriali fallimentari, da privatizzazioni disastrose, dalla cronica mancanza di una politica nazionale del comparto“.

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