Rischia grosso il 32enne che su Facebook, rivolgendosi all’attuale Ministro dell’Interno, scrisse: “Salvini, in nome della bellezza e dell’intelligenza, fai un gesto nobile: sparati in bocca. PS: prima o poi verrai appeso a un lampione, ne sei consapevole?”. Parole durissime alle quali Matteo Salvini ha fatto seguire una denuncia. Adesso si chiede un risarcimento di 20mila euro all’uomo che pubblicò quel commento nascondendosi dietro uno pseudonimo.

Salvini ha presentato la denuncia sia a titolo personale che a nome della Lega: per questo motivo il 32enne è finito sotto processo a Milano con l’accusa di diffamazione e minacce. Il pm Enrico Pavone aveva chiesto l’archiviazione dell’indagine a suo carico ma l’istanza è stata respinta dal Gip che ne ha ordinato l’imputazione coatta.

Il 17 luglio si è tenuta la prima udienza con la Lega che ha chiesto al giudice di costituirsi parte civile. Il giudice monocratico, però, ha bocciato l’istanza. In aula presente il giovane imputato: “Il signor Salvini dovrebbe evitare le consuete provocazioni. La mia non era una minaccia ma un invito a studiare la storia per evitare che si ripeta ancora” ha detto il 32enne fuori dall’aula. Le parole pubblicate su Facebook, però, erano durissime.

Il processo è stato aggiornato al 30 gennaio 2019.