Un gesto forte, eclatante, simbolico. Un colpo di arma da fuoco nella Cattedrale di Notre Dame, la gente nel panico, l’evacuazione, e poi l’identificazione di un corpo a terra, la pistola nella sua mano, un suicidio.

Serviranno certamente gesti nuovi, spettacolari e simbolici per scuotere i sonnolenti, le coscienze anestetizzate e risvegliare la memoria delle nostre origini“. Queste le ultime parole lasciate sul suo blog da Dominique Venner, 78 anni, storico e saggista parigino che nel pomeriggio di ieri ha deciso di togliersi la vita all’interno della cattedrale emblema della capitale francese, visitata giornalmente da una media di 13 milioni di turisti.

Una mossa dimostrativa per invitare all’azione contro la “probabilità che la Francia cada nelle mani degli islamisti” e contro la legge sui matrimoni omosessuali, promulgata sabato scorso dal presidente François Hollande. Sul suo blog emerge l’attacco alla classe politica francese, Marine Le Pen (leader dell’estrema destra francese del Front National) esclusa: “I governi di tutti i partiti (escluso il Front national), così come i datori di lavoro e la Chiesa, hanno accelerato con tutti i mezzi l’immigrazione afro-maghrebina”.

Proprio la Le Pen, poche ore dopo il gesto ha dichiarato: “Tutto il nostro rispetto a Dominique Venner, il cui ultimo gesto, eminentemente politico, è stato di tentare di svegliare il popolo di Francia“. Parole che, immediate, suscitano un’accesa polemica e alle quali ribatte il presidente di GayLib (gay di centrodestra), Enrico Oliari: “Alla pietà per un uomo morto vittima della sua fobia non si può non aggiungere una forte condanna alle parole di Marine Le Pen. È vergognoso ascrivere valori politici a un gesto autolesionista ma comunque profondamente violento. L’omofobia fa male anche a chi ne è portatore. Il presidente del Senato Grasso l’aveva detto scherzando il 17 maggio. La notizia del tragico fatto avvenuto dentro la cattedrale di Notre Dame ne è l’ennesima prova“.