Continua il braccio di ferro tra la Sea Watch e la sua comandante e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che si scaglia contro l’Ong e l’Europa. La barca ieri aveva forzato il divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane e ora l’imbarcazione, con 42 migranti a bordo da 14 giorni, si trova di fronte al porto di Lampedusa. In queste ore è stato predisposto che alcune decine di Carabinieri pattuglino la costa di Lampedusa di fronte alla nave mentre salirà – nuovamente – a bordo una pattuglia delle fiamme gialle per alcuni controlli.

L’annuncio è arrivato tramite i social di Sea Watch dove è comparso il messaggio:

”Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. In 14 gg nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l’Europa ci ha abbandonati. La ns Comandante non ha scelta.

Una presa di posizione che è stata ritenuta dal Ministro Salvini “un atto ostile” così ha chiesto che venga arrestata il comandante Carola Rackete e che i migranti a bordo non vengano identificati.

Salvini su Facebook scrive

“Sono pronto anche a contravvenire ad alcune normative europee, ad esempio a non identificare più gli immigrati che arrivano in Italia, così ognuno sarà libero di andare dove meglio crede. Siamo il terzo Paese per contribuzione alla Ue. Pago, mi danno l’infrazione e quando ho un barcone straniero che viola le nostre leggi se ne fregano… no, così non funziona. (…) L’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. P.S. L’Europa? Assente, come sempre”

Mentre la barca della ong tedesca è ancora in mare, nella mattinata a bordo di un barchino, sono attraccati a Lampedusa 10 migranti tra cui una donna e un minorenne.

La politica si divide. La sinistra solidarizza, con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che chiede un incontro la premer Conte per “affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno di un Paese civile”. Filo leghista anche la posizione di Fratelli d’Italia, l‘altro vicepremier Luigi Di Maio, è sulla linea del leader leghista e chide: “Come mai la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire. Ma se dovremo passare tutta l’estate a litigare con le Ong abbiamo già perso”