Strage di Ustica, Pateano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, Stazione di Bologna e Rapido 904: Matteo Renzi ha declassificato gli atti ovvero ha firmato, alla presenza del sottosegretario con delega alla Sicurezza Marco Minniti e del direttore del Dis Giampiero Massolo, la direttiva che permetterà la diffusione dei fatti relativi alle più gravi stragi che hanno segnato gli ultimi 50 anni della storia italiana.

Il premier invoca trasparenza e apertura: “In questa direzione va la decisione di oggi che considero un dovere nei confronti dei cittadini e dei familiari delle vittime di episodi che restano una macchia oscura nella nostra memoria comune“. Queste le parole del presidente del Consiglio, alle quali fa eco il sottosegretario Minniti, che spiega come “con l’atto odierno trova concreta applicazione la legge 124/2007, in un aspetto rilevante come quello del riconoscimento degli archivi dell’intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell’informazione e di tutti i cittadini”.

Non mancano però le polemiche ed il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione Diritti umani, chiede chiarimenti a Renzi: “Il governo renda noto in quali casi e in quali date è stato apposto il segreto di Stato e per quali di questi è tuttora valido“.