Silvio Berlusconi insiste: dopo le dichiarazioni dello scorso sabato 23 novembre in merito alla sua decadenza intesa come un vero e proprio colpo di Stato ed il diritto di ottenere la grazia da Giorgio Napolitano, a poco è servita la risposta del Colle che ha confermato, in coerenza con quanto dichiarato in passato, che l’ex premier deve piegarsi al volere della giustizia.

A distanza di meno di 24 ore, infatti, il Cavaliere torna ad attaccare ai microfoni di Radio Uno Rai: “Io non vedo come si possa chiamare in modo diverso se non colpo di stato. Un colpo di Stato – continua -che parte da una sentenza politica criminale per eliminare il leader del centrodestra e spianare la strada alla sinistra“.

Non finisice qui: in una conferenza stampa nella nuova sede di Forza Italia, Berlusconi ha illustrato le famose ‘carte americane’  sul caso Agrama che lo scagionerebbero. “Contiamo di avere 12 testimonianze – spiega ai giornalisti – di cui più della metà, credo 7, completamente nuove” ed indispensabili per avviare la fase di revisione del processo. Torna poi a lamentarsi per le “violazioni di ogni principio legale che hanno permesso che sia stato fissato per mercoledì il voto in aula sulla sua decadenza”.