Una nuova strage si è consumata il 7 aprile scorso ad Aleppo, in Siria. La città, presa di mira dai terroristi dell’ISIS, è stata colpita da due attentati a breve distanza l’uno dall’altro. A riferirlo è il quotidiano arabo Quds al Arabi, citando come fonte Abu al Abbas, un esponente dei ribelli siriani che combattono contro il regime di Bashar al Assad.

Le due autobombe sono esplose nella provincia di Aleppo, nella parte settentrionale della Siria. La prima autobomba è esplosa nella città di Marea, nei pressi del quartiere generale di Khitab al Safwa Islamica, gruppo legato all’Esercito dei Mujahdin. L’esplosione ha causato 8 vittime. La seconda autobomba è esplosa nel villaggio di Hour Klis, al confine tra la Siria e la Turchia, provocando altri 30 morti.

Gli attentatori suicidi dell’ISIS hanno provocato in tutto 38 morti. L’ISIS ha voluto colpire al cuore le forze ribelli ostili all’autoproclamato Stato Islamico. I due attentati, infatti, sono stati compiuti nelle aree sotto il controllo del Fronte al Nusra, il ramo siriano di Al Qaeda.

Ad Aleppo si concentrano anche altre forze ostili ai jihadisti dell’ISIS. Negli attentati sarebbero morti diversi comandanti delle forze anti-Assad. Un membro delle forze ribelli, impegnate nella lotta al regime siriano, ha commentato gli attentati dell’ISIS, condannando l’azione terroristica dei jihadisti contro i musulmani:

I traditori dell’ISIS, ha riferito il ribelle siriano, hanno colpito con un’auto imbottita di esplosivo, prendendo di mira i nostri fratelli. Decine di ribelli, civili e militari, sono morti. Con questa azione l’ISIS ha mostrato il suo vero volto.

I 32 morti dei due attentati vanno ad aggiungersi alle oltre 200 mila vittime della guerra civile siriana. Il conflitto, iniziato nel marzo del 2011, ha subito varcato i confini nazionali. L’ISIS ha infatti approfittato delle lotte interne tra il regime e le forze ribelli anti-Assad per avanzare nelle regioni siriane e occupare ampie porzioni di territorio da destinare ai campi di addestramento e adibire a roccaforte.