Non è trascorsa nemmeno una settimana, ed ecco accadere un altro tragico incidente che coinvolge bambini e armi da fuoco negli Stati Uniti. Ieri sera in Florida, vicino a Fort Lauderdale (circa 25 Km a nord di Miami), un ragazzino di 13 anni ha sparato alla sorella di 6, mentre i due giocavano a nascondino. La bambina è ricoverata in gravissime condizioni. I due erano soli in casa al momento dell’incidente. Le autorità stanno investigando per accertare come il più grande sia venuto in possesso della pistola.

Martedì scorso in Kentucky un altro bambino, di 5 anni, ha sparato alla sorella, di 2, in questo caso uccidendola; ha usato un fucile giocattolo fabbricato su misura per i bambini. Sabato si è celebrato il funerale della piccola Caroline Sparks. Tuttavia nella minuscola comunità rurale (1.800 abitanti) di Burkesville, al confine col Tennessee, l’umore è piuttosto ostile nei confronti di chi ha giudicato male i genitori dei due bambini. Da queste parti il possesso di armi è una cosa normale della vita di tutti i giorni, ed è altrettanto normale avvicinare i bambini alla conoscenza di pistole e fucili. E il 24 aprile in Illinois altre cinque persone sono state uccise nella propria casa sempre a colpi di arma da fuoco (foto by InfoPhoto).

In questi giorni in Texas, a Houston, è in corso l’assemblea della Nra, National Rifle Association, la potentissima organizzazione che racchiude i produttori di armi. Il suo nuovo presidente, il quale verrà eletto oggi e con ogni probabilità si tratterà di James Porter (suo padre, Irvine, fu a sua volta presidente della Nra negli anni ’50), ha ribadito la propria linea di difesa durissima contro ogni ipotesi di legge che introduca nuovi controlli sulle armi negli Stati Uniti: l’ha definita una “guerra culturale”.

La battaglia per il presidente Barack Obama sarà estremamente difficile; dovrà superare infatti non solo il potere di pressione che la Nra ha nei confronti dei singoli parlamentari, repubblicani e anche democratici; ma anche la forte attitudine di larga parte della popolazione americana verso la libertà di portare armi, non a caso inserita nella Costituzione.