Settantadue ore di prognosi riservata per sapere se il brigadiere Giuseppe Giangrande potrà tornare a camminare. E’ quanto hanno previsto i medici del Policlinico Umberto I di Roma che ieri sera hanno operato uno dei due carabinieri feriti nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi (foto by Infophoto). L’intervento neurochirurgico ha infatti confermato “un importante danno midollare”, sospettato sin dai primi momenti, provocato dal proiettile che ha leso la colonna vertebrale.

Non preoccupano, invece, le condizioni del carabiniere scelto Francesco Negri, 30 anni, il secondo militare colpito dal 49enne Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato in piazza Colonna durante il giuramento del nuovo governo. Negri è stato colpito alle gambe ed è stato già operato al San Giovanni di Roma. Altri interventi sono in programma per sistemare la frattura ma le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. Unanime la condanna del mondo politico mentre sui social la discussione è aperta e su Twitter c’è persino chi esulta.

Per Giangrande, invece, il bollettino medico conferma la prognosi riservata con la formula “quoad vitam”, che fa riferimento alla sola sopravvivenza. Le conseguenze e le possibilità di recupero saranno valutate solo dopo il superamento di queste 72 ore. Il brigadiere, 50 anni, originario della Sicilia ma residente a Prato, era vedovo da due mesi, con una figlia di 23 anni. Come il collega Negri, apparteneva al Sesto battaglione carabinieri Toscana. Sono loro le vittime, insieme a una donna incinta colpita da una scheggia ma in buone condizioni, di Preiti, 49enne disoccupato, separato e rovinato dal vizio del gioco. “Volevo colpire i politici” ha detto l’uomo agli inquirenti. Ma, non potendolo fare, se l’è presa con chi si occupava della loro sicurezza.