Una sparatoria nella base navale degli Usa a Pearl Harbour: un militare della Marine apre il fuoco uccidendo due persone e poi si suicida. Ancora non note le motivazioni che hanno portato al folle gesto. Erano passate da poco le passate le 14.30 del pomeriggio (l’1.30 di notte in Italia) quando un uomo apre il fuoco nella base navale di Pearl Harbor alla Hawaii: uccide due persone e ne ferisce una terza prima di togliersi la vita sparandosi alla testa.

Le due vittime, ha riferito l’esercito Usa, sono morte in seguito alle ferite riportate e un ferito: tutti e tre erano impiegati del pentagono. L’assalitore, di cui non sono state ancora rese note le generalità, secondo le testimonianze e la versione ufficiale dell’esercito sarebbe stata una persona che indossava la divisa della marina militare statunitense. I primi spari nei pressi dell’ingresso sud dell’area militare, nel posto sono intervenuti immediatamente gli uomini delle forze armate.

La base, a 13 chilometri da Honolulu e che ospita sia la Navy (con la flotta statunitense nel Pacifico) sia l’Air Force (con 10 navi da guerra e 15 sottomarini), è rimasta in ‘lockdown’ per quasi due ore.

L’evento accade tre giorni prima del 78esimo anniversario dell’attacco aereo giapponese alla base: quel 7 dicembre 1941 in cui morirono oltre 2.300 americani e che segnò l’ingresso degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.