Super-Ici su seconde e terze case con l’obiettivo di tassare gli immobili per ridurre il fisco su imprese e lavoratori.

Il pacchetto casa arriva a 6 miliardi. Oltre al ritorno del’Ici sulla prima casa, divenuta comunque progressiva, e la rivalutazione delle rendite catastali, ci sarà anche una mini-patrimoniale. Monti ha precisato lo scopo di questo inasprimento fiscale: tassare gli immobili per ridurre il fisco su imprese e lavoratori.

Il maggiore prelievo servirà a supportare i nuovi sforzi chiesti all’Italia per far fronte alla nuova emergenza crescita. Allo stesso scopo è mirata anche la revisione dell’Irpef. L’aumento dell’Iva è ancora in via di definizione, ma è noto che l’Iva è ancora la principale forma di finanziamento della riforma fiscale e quindi della clausola di salvaguardia del 2012 per arrivare al pareggio di bilancio.

Il prelievo sul patrimonio immobiliare, ovvero la famosa patrimoniale, sarebbe una specie di super-Ici sulle seconde e terze case. In sostanza l’imposta comunale sugli immobili aumenterebbe in base al valore del patrimonio immobiliare del contribuente, per dirlo più semplicemente in base al numero degli immobili di proprietà e al loro classamento.

Comunque il pacchetto casa significa soprattutto il ritorno dell’Ici sulla prima casa, quindi una tassazione dell’abitazione principale. È prevista però una serie di detrazioni legate al reddito, alla composizione del nucleo familiare del contribuente o alla presenza in famiglia di anziani o disabili. Questo per assicurare una maggiore equità del prelievo.

Il pacchetto casa ha un’altra componente: la rivalutazione delle rendite catastali, nel senso che i valori dei beni immobiliari fissati nel 1996 saranno adeguati agli attuali valori di mercato elevando il vecchio e superato prelievo fiscale del 5% al 15% o anche al 20 per cento.

Il maggior prelievo servirà a sostenere le imprese soprattutto riducendo l’Irap che grava sul costo del lavoro e la quota dei contributi non previdenziali che oggi gravano sui lavoratori. Incentivi ai quali se ne aggiungeranno altri, se le risorse disponibili lo consentiranno: una proroga lunga della detrazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica degli edifici e un premio fiscale alla capitalizzazione nella forma di Aiuto alla crescita economica (Ace).