Secondo il Rapporto Svimez 2015 (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), il Sud Italia sarebbe a rischio sottosviluppo permanente. Desertificazione industriale, assenza di risorse umane imprenditoriali e finanziarie.. tutte queste componenti potrebbero trasformare quella che sinora è stata una crisi ciclica in un sottosviluppo permanete e perenne.

Non solo: nel frattempo continua a crollare anche il numero di chi ha un’occupazione. Attualmente sarebbero in 5,8 milioni. il livello più basso che il Sud Italia abbia mai fatto registrare dal 1977. A pagare di più, in tutta questa situazione, sarebbero poi donne e giovani, che incontrano maggiori difficoltà.

Come se non bastassero i dati preoccupanti su crisi ed economia, poco confortanti sono anche quelli sulle nascite: nel 2014 soltanto 174 mila bambini sono venuti al mondo. Un dato, quest’ultimo, che si caratterizza come minimo storico registrato in oltre 150 anni.

E in base a tutti i dati sin qui illustrati, il Rapporto Svimez prevede che nei prossimi cinquant’anni il Sud Italia potrebbe perdere oltre quattro milioni di abitanti, andando così a pesare sul totale della Nazione per il 27,3 per cento (a fronte dell’attuale 34,3 per cento). Un Mezzogiorno anche peggio della Grecia, quindi, in cui calano i consumi, gli investimenti industriali e in cui, in oltre dieci anni, sono migrati verso il Centro e il Settentrione almeno 1,6 milioni di persone e ne sono poi rientrate 923 mila (con un saldo netto di immigrati di 744 mila persone): di questi 526 mila sono più giovani di 34 anni e 205 mila sono laureati.

I consumi delle famiglie del Sud Italia sono in discesa: nel 2014 si sono ridotti dello 0,4 per cento: un dato in controtendenza rispetto a quello del Centro-Nord, che è invece aumentato dello 0,6 per cento.