La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato l’ex eurodeputata Lara Comi: le sono stati inflitti i domiciliari per un filone dell’indagine Mensa dei Poveri. Le indagini hanno fatto emergere l’ipotesi di altri reati tra i quali la corruzione, la truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e il finanziamento illecito ai partiti e ai politici.

La Comi, secondo l’ordinanza di arresto, avrebbe sfruttato il proprio ruolo pubblico per ottenere “il massimo vantaggio in termini economici”. Il gip di Milano nell’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’ex eurodeputata: “Lara Comi ha mostrato una non comune esperienza nel far ricorso a collaudati schemi criminosi. (…) volti a fornire una parvenza legale al pagamento di tangenti, alla sottrazione fraudolenta di risorse pubbliche e all’incameramento di finanziamento illeciti”. In una conversazione intercettata mentre parla con l’avvocato Bergamaschi, sua collaboratrice, la Comi è stata registrata mentre dice: “Oggi dirò che non ho mai preso 17K non ho mai avuto consulenze con Afol nè a società a me collegate che non esistono…Se mi chiedono perché dicono questo posso dire che eri tu che facevi loro consulenza”.

Tra i reati ipotizzati ci sono la truffa ai danni del bilancio dell’Unione europea per i contratti fittizi di collaborazione con spese a carico del Parlamento Ue; finanziamenti illeciti erogati da un imprenditore bresciano a un candidato alle elezioni europee del 26 maggio 2019; l’emissione di fatture false, allo scopo di occultare i predetti reati. Lara Comi è stata arrestata in quanto professionista che avrebbe ricevuto diversi incarichi fittizi anche da società a partecipazione pubblica.

La GdF ha notificato l’arresto anche all’a.d. dei supermercati Tigros Paolo Orrigoni (ai domiciliari) e il dg di Afol Metropolitana Giuseppe Zingale (in carcere).