Un bastone, una carota: prima la faccia dura, poi le parole rassicuranti. E’ la tattica preferita di Vladimir Putin. Una telefonata dopo il giochetto aereo. Sabato 19 aprile un caccia russo Sukhoi ha effettuato dodici passaggi a bassa quota su una nave da guerra americana, il cacciatorpediniere Donald Cook, nel Mar Nero, in acque internazionali. Il significato di questa azione, altamente provocatoria, era chiaro: questa zona è nostro territorio di caccia, attenti a come vi muovete.

La preda è l’Ucraina. Dopo le inevitabili e previste proteste americane, il presidente della Russia Vladimir Putin ha telefonato nella serata di lunedì 14 al suo collega a stelle e strisce Barack Obama (foto by InfoPhoto). Putin ha negato che la Russia stia provocando i disordini nell’Ucraina orientale. La Casa bianca sostiene esattamente il contrario. Una nota del Cremlino dopo la telefonata afferma: “Putin ha chiesto ad Obama di fare tutto il possibile per non autorizzare l’uso della forza e provocare un bagno di sangue. E’ necessario proseguire gli sforzi per trovare una soluzione diplomatica alla crisi“. Bastone e carota, appunto.