Una serie di scosse – la peggiore ha raggiunto una magnitudo di 8.1 gradi sulla scala Richter – hanno devastato il Nepal intorno al mezzogiorno locale – erano le otto del mattino in Italia. Secondo il Times of India i morti sarebbero almeno 1.500 – si registrerebbero anche una quarantina di morti in India, 16 in Cina, mentre altre quattro decessi si sarebbero verificati in Bangladesh a causa del sisma.

Il governo nepalese ha dichiarato lo stato di emergenza nelle aree colpite e ha chiesto l’aiuto alla comunità internazionale per fare fronte alla situazione. L’epicentro del sisma è stato individuato dall’Istituto Geologico americano a metà strada tra Kathmandu e Pokhara, ad una profondità di appena 2 chilometri. Il terremoto in Nepal ha provocato anche valanghe sull’Everest che hanno colpito i campi base 1 e 2 e avrebbero provocato la morte di diciotto alpinisti stranieri – aprile è uno dei mesi in cui partono più spedizioni con alpinisti stranieri verso l’Everest e le altre cime oltre gli ottomila metri. Gli alpinisti italiani che erano in zona sarebbero in buone condizioni, ma non è ancora possibile fare un quadro preciso dei morti. Non ha invece riportato danni la piramide Ev-K2-CNR – un laboratorio italiano che controlla la salute del Pianeta dal tetto del mondo.

E’ crollata la torre Dharahara, uno dei monumenti più importanti del paese – e patrimonio Unesco. Questa torre era conosciuta anche con il nome di Bhimsen Tower, era alta quasi 62 metri – per nove piani – e si è letteralmente sbriciolata. Tra le sue macerie sono stati ritrovati 250 cadaveri. Ha subito diversi danni anche la famosa piazza Durbar, nel centro storico di Kathmandu – qui sorge il pazzo reale e diversi templi – oltre alle città medioevali di Patan e Bhaktapur – altri due siti che fanno parte del patrimonio Unesco. Il Nepal era stato il teatro di un terremoto devastante il 15 gennaio del 1934.

Un’ultima annotazione non può che essere dedicato alle possibili vittime italiane: secondo la Farnesinasono in corso le verifiche che, per ragioni tecniche, necessitano di tempo. Al momento comunque non è emerso il coinvolgimento degli italiani“.