Come vi avevamo anticipato giorni fa, oggi 22 ambasciate statunitensi nel mondo saranno chiuse per “altissimo rischio di attentati”. All’origine di questo provvedimento ci sarebbero alcune comunicazioni intercettate dall’Intelligence Usa tra uomini di Al Qaeda.

Una “minaccia seria e credibile” che ha portato l’amministrazione Obama (oggi è il suo compleanno) a far chiudere sedi diplomatiche tra il Medio Oriente e il Nord Africa ma a tenere alto il grado di allerta fino a fine agosto, pericolo anche per cittadini Usa che viaggiano fuori dai confini nazionali, “I cittadini americani sono avvertiti di possibili attacchi a servizi di trasporto pubblico o siti turistici” ha comunicato il Dipartimento di Stato .

Tra le ambasciate a rischio: in Israele, in Egitto, negli Emirati Arabi Uniti e in Iraq, in Algeria, Libia, Giordania, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, Yemen, Afghanistan e Bangladesh. (foto by InfoPhoto)

Secondo fonti del dipartimento di Stato e dell’intelligence questa operazione è partita da informazioni credibili e da una minaccia concreta. La tv americana Cbs riferisce che il complotto terrorista sarebbe già in corso anche se non si sa né quando né dove si verificherebbero gli attacchi.

“Siamo di fronte a un flusso di minacce significative a cui stiamo reagendo”, ha affermato il generale Martin Dempsey, capo degli stati maggiori delle Forze armate ai microfoni della Abc. “Queste minacce sono più specifiche rispetto al passato e il loro scopo non è solo attaccare gli Stati Uniti ma l’Occidente”.

Barack Obama ha avuto una riunione con i vertici dell’apparato di sicurezza. Tra i partecipanti il consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice, il segretario di Stato John Kerry e quello della Difesa Chuck Hagel.

Le mosse dell’amministrazione americana sono anche spinte da quanto accaduto nel settembre di un anno fa in Libia, quando fu preso d’assalto il consolato di Bengasi e dove perse la vita l’ambasciatore Chris Stevens e tre addetti alla sicurezza. Un’analisi sbagliata da parte degli esperti, che non riuscirono a prevedere quella tragedia e esaltò i terroristi di tutto il mondo che videro le foto del corpo senza vita e pieno di vita trascinato vicino all’ambasciata Usa in fiamme. Anche allora c’erano stati segnali premonitori e il personale sul posto aveva chiesto rinforzi, ma Washington non rispose a quelle richieste ritenendo che il pericoloso non fosse così grave.

Anche la Gran Bretagna chiuderà la sua ambasciata in Yemen oggi e lunedì a causa di “aumentate preoccupazioni per la sicurezza”, a darne notizia il Foreign Office.