Il più importante settimanale a fumetti in Italia ha varcato ieri la soglia dei 3.000 numeri ed è rapidamente andato esaurito nelle edicole. Topolino come lo conosciamo oggi (il formato “libretto”, per gli addetti ai lavori) è uscito per la prima volta nell’aprile 1949, edito da Arnoldo Mondadori su iniziativa di Mario Gentilini, il mitico direttore fino al 1980. Allora era un mensile. Ma dobbiamo risalire al 1932 per trovare l’esordio assoluto in Italia del personaggio creato da Walt Disney, in formato “giornale”, grazie all’editore toscano Giuseppe Nerbini. Dal 1987 la casa editrice è direttamente Disney Italia.

Intere generazioni hanno imparato a leggere su Topolino, ma non solo. Grazie alle indimenticabili “Grandi parodie” inaugurate da scrittori come Guido Martina, il primo contatto di milioni di bambini e ragazzi con i classici della letteratura mondiale è avvenuto proprio grazie a topi e paperi.

E il Topolino uscito e sparito ieri? Com’è il numero 3.000? Intanto è molto corposo, ben 322 pagine. Si apre con una suggestiva storia scritta da Tito Faraci e disegnata dal grande Giorgio Cavazzano con uno stile inconsueto (senza il passaggio a china), in cui Pippo e Gambadilegno sono protagonisti in modo poetico. Francesco Artibani e Corrado Mastantuono creano una caccia al tesoro per Paperone e Paperino, ma in cui il ruolo centrale è affidato ad un professor Pico De Paperis come non l’avete mai visto. Casty, uno dei più interessanti autori completi della generazione recente, tratteggia una storia corale di topi in cui è il numero stesso, 3.000, ad essere protagonista, sulla scia di altre celebrazioni create per il numero 2.000 del 1994. Il volumetto prosegue sulla stessa linea. Marco Bosco e Andrea Freccero creano una storia intorno a Paperinik; Teresa Radice e Stefano Turconi mettono insieme Nonna Papera e Qui, Quo e Qua; Augusto Macchetto e Lorenzo Pastrovicchio fanno recitare Tip e Tap, i due nipoti di Topolino; Silvia Ziche, una delle superstar del fumetto umoristico italiano odierno, scrive e disegna una storia tutta risate che ruota intorno a Brigitta e Miss Paperett, la segretaria di Paperone. Un Archimede super-tecnologico è il soggetto di una interessante storia di Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone. Il numero è completato da diverse altre storie e molte rubriche che ruotano ovviamente intorno a questo importante traguardo.