Una donna, addetta al reparto ortofrutta di un supermercato nel Torinese, è stata trasferita a 100 km di distanza per una settimana poiché si sarebbe rifiutata di lavorare la domenica di San Silvestro. Così l’azienda per cui lavora ha deciso di darle una sorta di “punizione” per qualche giorno. La lavoratrice, però, che gode di un vecchio contratto in cui il lavoro festivo è definito volontario, si è subito rivolta al sindacato di riferimento denunciando l’accaduto dopo aver accusato anche un malore. Un caso di “irresponsabilità umana” lo ha definito Sabatino Basile, responsabile torinese della Fisascat Cisl.

Una sanzione che suona di “ripicca”

Basile, infatti, ha annunciato di aver “denunciato il comportamento scorretto e antisindacale dell’azienda” che non solo ha comminato alla lavoratrice una sanzione che suona di ripicca ma anche di non aver rispettato il suo contratto. Una decisione che alla donna ha comportato diversi disagi visto che lavorare a 100 km di distanza per una settimana non è affatto semplice. E c’è di più: ha anche avvertito un malore.

Il sindacato, poi, “ottenendo la solidarietà di numerosi clienti”, ha prima organizzato un presidio davanti al supermercato e poi si è rivolto all’assessore alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, Monica Cerutti, con la quale si incontreranno nei prossimi giorni per fare il punto della situazione.