La Tragedia al porto di Genova ha mobilitato tutti: le squadre di sommozzatori sono impegnate nelle ricerche dei dispersi, la nave contro la torre del porto ha causato nove morti. Indagati il comandante e il pilota, mentre il Premier Enrico Letta cerca di confortare tutti: “E’ stata una tragedia immane”.

La procura di Genova ha iscritto nel registro degli indagati il pilota del porto Antonio Anfossi, e il comandante del cargo Roberto Paoloni. L’ipotesi è omicidio colposo plurimo, anche se la situazione è decisamente complessa. Dalle pagine de La Stampa parla Bruno Prinz, 75 anni, che nel mentre dello schianto della Jolly Nero stava guardando la televisione nel suo alloggio sulle alture di via Dezza: “Ho sentito il boato fino in collina - racconta – mia moglie era convinta fosse il terremoto”. Era la Jolly Nero. Era la morte che sarebbe toccata a lui: “Mi fa impazzire pensarci. Alle 13,15 di martedì mi ha chiamato Maurizio Potenza, che noi chiamiamo Power, il mio collega alla radio sulla torre. Mi dice: “Ti dispiace se faccio il tuo turno questa notte, che devo parlare con un pilota?”. Ho detto sì, perché Power è sempre stato gentile con me, un amico. Anche se a me piace lavorare. Ci sarei andato volentieri…”

L’armatore Ignazio Messina ha detto soltanto: “Sono disperato”. Ancora si cercano i dispersi nel mare di Genova. In attesa che la Giustizia possa spiegare cos’è successo. Anche se di fronte alla fatalità e all’errore umano c’è ben poco da indagare…