Fino al 24 marzo 2013, in occasione del centenario della scomparsa di Bram Stoker, la Triennale di Milano presenta “Dracula e il mito dei vampiri”, una grande mostra che celebra il vampiro più carismatico di tutti i tempi e ne esplora l’influenza nella letteratura e nelle arti visive e audiovisive: un percorso storico letterario senza precedenti tra manoscritti, oggetti d’antiquariato e antichi miti, fino ad arrivare ai giorni d’oggi. La mostra, ideata, prodotta e organizzata da Alef-cultural project management in  partnership con La Triennale di Milano e in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, con circa 100 opere affronta e indaga la figura del vampiro, partendo dalla dimensione storica per procedere alle trasposizioni letterarie e cinematografiche e, infine, alle implicazioni sociologiche del mito di Dracula.

La figura mitologica dei vampiri affonda le sue origini nell’antica Grecia, dove erano conosciuti con il nome di Lamie (esseri femminili mezzi umani e mezzi animali) per poi subire diverse evoluzioni nel corso dei secoli… Da creatura infernale e diabolica, come rappresentata dall’iconografia medioevale (simili al celebre “Nosferatu, il vampiro” , interpretato cinematograficamente da Max Schreck nel 1922 e successivamente da Klaus Kinski nel 1979), ad affascinante e seducente, come nel romanzo di Stoker e nelle opere moderne di Anne Rice, come “Intervista con il Vampiro” da cui è stato tratto l’omonimo film del 1994.

I continui mutamenti hanno contribuito a rendere questa figura una delle più amate e temute del panorama fantastico, spesso influenzando o ispirando la creazione di opere d’arte, poesie (come ad esempio “Le Vampire” di Charles Baudelaire oppure l’omonimo dipinto del 1897 di Philip Burne Jones) ed infine romanzi, la cui opera magna rimane a tutt’oggi “Dracula”.

In Triennale le diverse declinazioni del fenomeno del vampirismo sono affrontate attraverso tre differenti sezioni: si comincia con “La realtà dietro il mito”, a cura di Margot Rauch, che esplora la figura storica di colui che venne chiamato il Conte Dracula, Vlad III di Valacchia. Nobile duro e spietato e abile politico il cui ruolo col passare del tempo ha assunto una dimensione mitica. Direttamente dal Kunsthistorisches Museum di Vienna sono qui esposti una serie di eccezionali documenti storici tra cui il primo ritratto del conte Vlad.

La seconda sezione è dedicata a “Bram Stoker: Dracula” in collaborazione con la Bram Stoker Estate è proposta un’interessante riflessione sul vampirismo nell’ambito letterario approfondita attraverso taccuini e documenti del romanziere, esposti per la prima volta in Italia. La complessa e misteriosa storia della nascita delle creature della notte e la loro comparsa nella cultura dei secoli seguenti è analizzata poi attraverso numerosi riferimenti al Vampiro di Polidori e alla Carmilla di Le Fanu.

Terza e ultima sezione “Morire di luce: il cinema e i vampiri” a cura del critico cinematografico Gianni Canova. Attraverso manifesti originali e videoproiezioni ci si immerge nella storia del vampirismo sul grande schermo, dalle prime pellicole in bianco e nero degli inizi del Novecento fino alla saga di Twilight. Particolare attenzione è rivolta al “Bram Stoker’s Dracula” (1992) di Francis Ford Coppola, di cui sono presentati per la prima volta in Italia alcuni storyboards. Per l’occasione si presenta al pubblico anche l’armatura indossata da Gary Oldman – su disegno della costume designer Ishioka Eiko – eccezionalmente ricostruita dai produttori hollywoodiani dell’originale.

La mostra è arricchita poi da due interessanti variazioni sul tema: la storica del costume Giulia Mafai offre un’interpretazione originale dell’identità della “Donna vamp, creatura femminile che seduce e distrugge l’uomo. La sua figura viene qui esemplificata dai meravigliosi vestiti di scena indossati da vampire di tutti i tempi, tra cui quello di Erzèbet Bàthory (dama del ’500 detta la “Contessa Sanguinaria” a causa dei suoi celebri bagni nel sangue di giovani vergini). Attraverso la storia del costume si passa al “Design del Vampiro” con una rassegna di dimore e luoghi frequentati dal re della notte, e una riflessione sul ruolo di Dracula come “costruttore di città” firmata dall’architetto Italo Rota.

A completare il percorso uno speciale omaggio dedicato a Guido Crepax: in mostra diciotto disegni inediti che illustrano l’incontro tra Dracula e Valentina in una sfida erotica all’ultimo sangue. Seducente ed elegante, è proprio il tratto del fumettista a chiudere una mostra forse troppo breve.

Un’iniziativa di profondo valore è infine quella promossa insieme ad Avis, Associazione Volontari Italiani Sangue, che – in occasione dell’esposizione “Dracula e il mito dei vampiri” e solo in alcuni giorni della settimana – raccoglierà sangue donato dai volontari presso l’unità mobile posizionata all’entrata della Triennale. Una partnership inedita per invitare visitatrici e visitatori a donare l’elisir tanto amato da Dracula.