Morire a 20 anni mentre si monta il palco per il concerto di Jovanotti a Trieste. Questa è la tragica fine di Francesco Pinna che il 12 dicembre 2011 è rimasto travolto dal palco sul quale, poche ore dopo, il cantante si sarebbe esibito. Il medico legale afferma che la morte è stata immediata e i primi accertamenti sembrerebbero attribuire le cause della tragedia proprio ad un crollo della struttura portante.

Nell’incidente, avvenuto al Palatrieste, sono rimasti feriti anche altri 7 operai, di cui uno è grave e si trova nel reparto rianimazione presso l’Ospedale di Cattinara. La struttura era praticamente completa quando ad un certo punto è crollata, molti degli addetti ai lavori sono riusciti a reagire in tempo allontanandosi, gli altri sono stati colti di sorpresa e non hanno potuto far molto.

Chiaramente il concerto è stato sospeso, così come le prossime date del tour, fino ad altra comunicazione. “Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna, studente lavoratore, la cui vita si è fermata oggi nell’incidente che ha travolto la mia squadra. Questa tragedia mi toglie il fiato e mi colpisce profondamente. Un tour è una famiglia e si lavora per portare in scena la vita e la gioia. I ragazzi rimasti feriti sono lavoratori specializzati che amano quello che fanno restando nell’ombra. Sono con voi, vi voglio bene”. Queste le parole di Lorenzo in un twett.

Intanto il sindaco di Trieste, Robero Cosolini, sottolinea come “in questo momento non c’è ragione di attribuire responsabilità, per il momento c’è solo tanta tristezza, perché doveva essere un momento di gioia per i giovani. La notizia è assolutamente sconvolgente. É presto per capire, sono andato sul posto mezz’ora dopo l’incidente. Il palco si era accartocciato su sé stesso. Ci vorranno inchieste e perizie per capire le cause e le responsabilità. Cose di questo tipo non possono essere derubricate a fatalità”.

La tragedia ha scosso non solo il cantante e la sua squadra, ma l’Italia intera che ancora una volta è spettatrice involontaria di morti sul lavoro che forse potrebbero essere evitate. A questo proposito parla Elisa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, che sostiene come “ogni incidente sul lavoro ci costringe a riflettere sulle gravi responsabilità che tutti noi abbiamo e che dovrebbero diventare quasi un’ossessione. È una battaglia di civiltà alla quale personalmente non solo non mi sottrarrò ma vi dedicherò ogni mia energia”.

Speriamo che non si tratti di ennesime parole al vento, ma che i fatti possano presto cambiare la situazione.