Sarebbe stato impossibile trovare vivo il piccolo Julen, il bimbo di due anni che era caduto in un pozzo, in Spagna, il 13 gennaio scorso. Lì era rimasto per giorni, senza mangiare né bere, senza luce né aria. Difficilmente avrebbe potuto resistere a quelle condizioni proibitive che hanno visto operatori specializzati lavorare per giorni, senza sosta, così da creare un tunnel e poi scavare a mano. L’obiettivo era quello di recuperare il piccolo Julen: “Disgraziatamente, nonostante tanti sforzi da parte di tanta gente, non è stato possibile” ha twittato la Guardia Civil, rivolgendosi ai familiari a cui ha mandato “le più sincere condoglianze”.

Il corpo senza vita del piccolo Julen è stato trovato a oltre 100 metri sotto terra dove è stato raggiunto dai soccorritori. L’ultima parte degli scavi è stata durissima a causa della presenza di grosse rocce che sono state fatte saltare con delle cariche esplosive così da arrivare il prima possibile a Julen. Resta aperta l’inchiesta della Guardia Civil per chiarire meglio la dinamica dei fatti e stabilire come mai un bambino di due anni sia finito dentro quel pozzo.

I suoi genitori, fino all’ultimo, hanno sperato che potesse essere vivo. Tra l’altro, nel 2017, avevano perso un altro figlio che si sarebbe accasciato mentre passeggiava con loro sulla spiaggia.