Nuovi guai per il presidente americano Donald Trump. Repubblica riporta che il Tycoon rischia seriamente la procedura di impeachment. Trump ha infatti ammesso di aver avuto un colloquio telefonico lo scorso 25 luglio con il neo leader ucraino Volodimir Zelenskij. Colloquio in cui avrebbe parlato anche di Joe Biden, ex vice presidente americano e possibile candidato democratico alla Casa Bianca per il 2020.

Questa ammissione del colloquio con Volodimir Zelenskij arriva a distanza di pochi giorni da alcuni report dell’intelligence americana e di alcuni testate giornalistiche americane che segnalavano come il presidente avrebbe fatto pressione su Kiev per far partire un’indagine proprio contro il suo rivale politico ed il suo figlio. Obiettivo quello di danneggiare il suo rivale sfruttando un’interferenza estera.

A causa di queste rivelazione tra le fila dei democratici si è aperto un dibattito sulla possibilità di richiedere l’impeachment contro Trump, una procedura “estrema” sino ad ora negata dalla presidente del Congresso Nancy Pelosi.

Tuttavia, Trump, parlando con i giornalisti, ha voluto sottolineare come, invece, il colloquio avuto con Volodimir Zelenskij non avesse avuto nessun contenuto improprio. Proprio per questo, il presidente americano starebbe valutando di pubblicare la trascrizione della conversazione come voluto sia da Joe Biden che dal partito democratico.

Una vicenda complessa iniziata nel 2016 quando Joe Biden fece pressioni per licenziare il procuratore ucraino Viktor Shokin, reo di non aver mosso un dito per combattere la corruzione nella magistratura del Paese.

Adesso, l’avvocato di Trump, Rudy Giuliani, accusa Biden di aver agito in questo modo per evitare che si indagasse sulla società ucraina Burisma Holdings in cui siede nel consiglio di amministrazione il figlio di Biden, Hunter. Tuttavia, sino ad ora non ci sarebbero state prove a sostegno dell’accusa. In buona sostanza, secondo i rapporti, il presidente americano avrebbe chiesto all’Ucraina di indagare su questi fatti. Ma Biden ha replicato che trattasi solo di accuse volte ad infangarlo. Il caso è scoppiato il 12 agosto scorso quando un funzionario governativo ha presentato una formale denuncia contro il presidente americano ritenuta fondata dall’intelligence statunitense.