È una storia agghiacciante quella che viene da Genova e che vede protagonista una ballerina, Alessia Mendes, da anni nelle mani di un marito violento. Stremata, è arrivata a ucciderlo con 12 coltellate, nel 2017. Lui è morto, lei è finita sotto processo: adesso i giudici hanno stabilito che si trattava di legittima difesa, che quei dodici fendenti fossero stati una reazione della giovane alle presunte violenze del marito. La Procura, invece, aveva chiesto la condanna a 16 anni.

Queste le parole del procuratore capo di Genova dopo l’assoluzione:

Dobbiamo leggere la motivazione, ma è molto probabile che impugneremo la sentenza. Anche perché occorre valutare se ci sono gli estremi per la legittima difesa.

E ancora:

La legittima difesa deve essere attuale. E non basta avere subito maltrattamenti per giustificare un delitto. La vicenda poi non è così lineare, visto che la vittima è stata uccisa con 12 coltellate.

Soddisfatto il legale della donna:

Ho creduto sin da subito nell’innocenza della mia assistita e fondamentale è stata la Bpa, la Bloodstain Pattern Analisys. Abbiamo ricostruito la scena del crimine tramite l’analisi delle tracce di sangue. La scena parla e quello che dice spesso è oggettivo. Io credo sia la prima volta che a Genova venga usata una consulenza di questo tipo.

È emerso che il marito fosse stato già denunciato e indagato per maltrattamenti e lesioni nei confronti della ballerina. All’ennesima violenza, quel pomeriggio di un anno fa, la donna ha reagito uccidendolo: ha impugnato un coltello da cucina e ha colpito il marito.