Lo scontro persistente in Ucraina tra i manifestanti che chiedono l’ingresso nell’Unione europea e le autorità governative vede la Russia cogliere l’occasione per dare un colpetto diplomatico all’Ue e mantenere nella propria orbita l’ex satellite dell’Unione Sovietica, dal cui territorio passa il condotto che porta il gas russo nell’Europa occidentale. Il 21 gennaio sono entrate in vigore in Ucraina le leggi soprannominate “anti-manifestazioni”: fino a 5 anni di carcere per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate, per chi monta tende in un luogo pubblico e per chi protesta a volto scoperto.

Il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov ha posto l’accento sui gravi disordini di piazza: “In Ucraina la sistuazione sta sfuggendo di mano. Coloro che stanno facendo i pogrom (violenze di massa, ndr) violano ogni norma europea di comportamento. Quanto accaduto di recente a Kiev non sarebber tollerato in alcun Paese europeo“. Nel frattempo è salito a 120 il numero dei poliziotti feriti negli scontri con i manifestanti che si sono riversati sulla capitale Kiev (foto by InfoPhoto). Il ministero dell’interno ucraino fa sapere che 80 di loro sono stati ricoverati in ospedale.