In un’intervista a Radio Vaticana il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha confermato le posizioni espresse negli ultimi mesi riguardo alle tanto dibattute unioni civili.

Inevitabile la frenata rispetto all’agenda legislativa del governo Renzi. Il cardinali ha ribadito posizioni inconciliabili, per quanto non di rottura: “La famiglia naturale è fondata sul matrimonio, come riconosce la nostra Costituzione. Bisogna riconoscere le singole realtà secondo la concreta situazione. Omologare automaticamente mi pare che sia contro la logica.

Impossibile dunque paragonare famiglia tradizionale e unioni civili (si legga omosessuali), in quanto “realtà diverse”. Bagnasco, come anticipato, rifiuta però contrapposizioni nette con il governo e si dice pronto ad “affrontare qualsiasi discussione con serenità di giudizio e onestà intellettuale”.

Al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, intanto, i ministri del governo targato Pd si sono dimostrati intenzionati a finalizzare il ddl, come promesso a maggio da Maria Elena Boschi.

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente si è mostrato più vicino alle posizioni di Bagnasco di quanto ci si aspettasse, affermando di voler lavorare a “una legge legge che disciplini le unioni civili, senza però intaccare il matrimonio, cosa a parte che ratifica l’unione tra un uomo e una donna. Noi dobbiamo dettare delle regole e fare le leggi, dobbiamo prendere atto di una situazione che in Italia esiste, dove le coppie di fatto sono tantissime”.

Necessaria quindi una “mediazione fra le varie posizioni che sono presenti nel Paese e in Parlamento”. Simili anche le dichiarazioni di Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, che ha concordato riguardo alla necessità di mediazioni, ma che ha anche ribadito la volontà ferrea del governo di voler andare avanti per la propria strada.

Al Pd serve però l’appoggio dell’alleato Ncd, che dimostra di oscillare notevolmente tra alcune posizioni esemplari come quella di Carlo Giovanardi, autore di molteplici emendamenti al disegno di legge sulle unioni civili, e quella di Fabrizio Cicchitto, per il quale “bisogna operare una chiara differenziazione fra i due istituti, le unioni civili e il matrimonio: le unioni civili devono regolare i rapporti fra le coppie omosessuali e quindi comprendere una serie di questioni attinenti alla convivenza.”

Minore concordia la si registra sul tema delle adozioni e dell’utero in affitto, per il quale lo stesso Cicchitto tende a distinguere i casi: contrarietà assoluta alle “adozioni che derivino dall’inaccettabile ricorso all’utero in affitto”, mentre invece si registra l’apertura per quanto riguarda “l’adozione di un figlio derivante da un precedente rapporto di uno dei due componenti la coppia”.