C’è voluto un blitz per liberarlo. Ma alla fine, dopo quasi una settimana di prigionia, il piccolo Ethan è salvo. Mentre il suo sequestratore, Jimmy Lee Dykes, è morto durante l’irruzione degli agenti Fbi nel bunker sotterraneo dove l’uomo si era rinchiuso con il bambino dopo aver assaltato un bus scolastico e avere ucciso l’autista. Ethan, affetto dalla sindrome di Asperger, è stato portato in ospedale per controlli ma, secondo le prime informazioni, le sue condizioni di salute sono buone. Fra pochi giorni compirà sei anni. Tra le persone che vivono vicino al luogo del sequestro, molti hanno raccontato di avere udito una esplosione e dei colpi d’arma da fuoco anche se le dinamiche della liberazione non sono ancora chiare.

A convincere le forze dell’ordine a intervenire è stata l’interruzione delle trattative con il rapitore, armato, che ha fatto temere il peggio per la vita del bambino. Il blitz è iniziato alle 15 ora locale e si è concluso rapidamente. Non è stato specificato se Dykes si sia suicidato o se sia stato ucciso durante l’operazione. Restano ancora oscure le motivazioni che hanno spinto l’uomo, un 66enne veterano del Vietnam con problemi psichici, ad assaltare il bus e portare con sé il bambino nel bunker di tre metri per due dove lo ha tenuto prigioniero per una settimana.  Il ritratto che ne hanno fatto i media americani racconta di un uomo coinvolto in una setta di fanatici complottisti che temono l’arrivo della catastrofe nucleare. Per questo Dykes si era costruito il bunker sotterraneo, riempiendolo con cibo e oggetti per la sopravvivenza, che hanno permesso al lui e al piccolo Ethan di resistere per diversi giorni (foto by Infophoto).