Incredibile caso di cronaca nera, quello verificatosi ieri negli USA, allorché un SUV nero con a bordo due uomini ha cercato di forzare l’entrata del quartier generale della NSA, la National Security Agency.

La vettura ha cercato di infilarsi a tutta velocità attraverso cancello principale della sede di Fort Meade in Maryland, scontrandosi contro la polizia privata dalla NSA che circonda l’intero campus e che è tenuta costantemente in allarme per situazioni del genere.

Ne è nata quindi una sparatoria che ha lasciato sul campo un morto e un ferito grave (i due “assalitori”) più un agente contuso. Inizialmente le autorità USA hanno pensato a un attacco terroristico, date le rivelazioni di Edward Snowden, ma dopo una rapida investigazione è emersa una bizzarra quanto imprevedibile verità.

Dopo avere esaminato la vettura, infatti, si è constatato che i due uomini a bordo del SUV erano vestiti da donna e indossavano delle parrucche. La coppia avrebbe trascorso la notte in un motel insieme a un uomo più anziano, forse un cliente, e poi, arrivata la mattina del lunedì, avrebbe rubato la sua macchina.

Non è ancora chiaro se i due fossero sotto l’effetto di stupefacenti, ma in ogni caso è molto probabile che la scelta dell’uscita dell’autostrada riservata agli impiegati della NSA sia stata frutto di una svisa.

Sul SUV è stata rinvenuta della cocaina e almeno un’arma da fuoco, e forse a causa di questi elementi i due non si sono fermati quando gli agenti della NSA hanno imposto loro lo stop, preferendo invece accelerare la corsa andando così a sbattere contro la vettura di un agente di polizia del campus locale, rimasto ferito nell’incidente.

Si tratta della seconda sparatoria per la sede dell’NSA in questo mese, dato che lo scorso 3 marzo un uomo era stato arrestato per una serie di spari apparentemente casali esplosi presso edifici pubblici, negozi e anche lo stesso quartiere generale dell’agenzia di sicurezza nazionale. Anche in quel caso non si è trattato di un attacco terroristico e la polizia è riuscita a determinare velocemente che l’uomo soffriva di disturbi mentali.