È morto Vincenzo Cerami, lo sceneggiatore, scrittore e drammaturgo italiano, candidato all’Oscar nel 1999 per aver sceneggiato “La vita è bella” con Roberto Benigni, era malato da tempo.

Nato a Roma il 2 novembre del 1940 da genitori siciliani, fu allievo, alla scuola media, di Pier Paolo Pasolini, incontro che considerò determinante per le sue scelte di vita successive e per la sua formazione.

Dal suo primo romanzo, “Un borghese piccolo piccolo”, uscito nel 1976, fu tratto il fortunato film interpretato da Alberto Sordi. Seguono, poi, “Amorosa presenza” (1978), il romanzo in versi “Addio Lenin” (1981), “Ragazzo di vetro” (1983), “La lepre” (1988), romanzo storico-fantastico, “L’ipocrita” (1991), “La gente” (1993), “Il signor Novecento” (1994), racconto musicale realizzato con Nicola Piovani con il quale realizza anche lo spettacolo teatrale “Romanzo musicale” (1998); “Consigli a un giovane scrittore” (1996); “Fattacci” (1997), in cui Cerami racconta e analizza quattro delitti ripresi dalla cronaca italiana; la raccolta di racconti “La sindrome di Tourette” e il romanzo “L’incontro” (2005) e “Vite bugiarde” (2007).

Parallelamente procede la sua attività di sceneggiatore (Bellocchio, Amelio, Benigni, con il quale ha pubblicato nel 1998 “La vita è bella”, Bertolucci e altri) e di commediografo (“L’amore delle tre melarance”; “L’enclave des Papes”, 1984; “Sua maestà”, 1986; “Ring”, 2000).

Ha ricoperto l’incarico di Ministro dei Beni Culturali del governo ombra del PD al Governo Berlusconi IV, mantenuto fino al marzo del 2009, quando al suo posto è stata nominata Giovanna Melandri (foto by InfoPhoto).

Nel giugno dello stesso anno ha ricevuto l’incarico di assessore alla cultura al Comune di Spoleto, incarico condizionato all’elezione del candidato sindaco Daniele Benedetti, elezione poi effettivamente avvenuta.

Era anche docente presso la ACT MULTIMEDIA, una scuola di cinema a Cinecittà.