Il Senato ha approvato il “codice rosso”, il disegno di legge proposto dai Ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e rivisto nelle aule grazie a parlamentari che da sempre si battono in difesa delle donne come Mara Carfagna, che ha come obiettivo quello di garantire una ‘corsia preferenziale’, ovvero una maggiore tutela alle vittime di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni, commessi in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza, assicurando la tempestività dell’adozione degli interventi cautelari o di prevenzione.

Tra le principali novità, vi è l’integrazione dell’art. 347 c.p.p. che prevede l’obbligo per la polizia giudiziaria di comunicare al PM le notizie di reato relative anche ai delitti di maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o nell’ambito di relazioni di convivenza. Viene poi introdotta una presunzione di urgenza per queste tipologie di reato per cui la polizia giudiziaria dovrà comunicare il fatto al PM “senza ritardo”. Abbiamo cercato di sintetizzare le novità per contrastare la violenza sulle donne, ecco cosa prevede il Codice Rosso:

  • Codice rosso: la vittima di violenza, molestie e stalking dovrà essere sentita da un magistrato entro 3 giorni dalla notizia di reato
  • Revenge Porn: reclusione da 1 a 6 anni per chi diffonde foto e video a contenuto sessualmente esplicito di una persona senza il suo consenso.
  • Induzione al matrimonio: reclusione da 1 a 5 anni oppure 6 anni se si tratta di un minore.
  • Sfregi: lo sfregio permanente (acido) al viso sarà punito con 14 anni di carcere, sarà complesso ottenere misure alternative di detenzione
  • Violenza sessuale: carcere da 6 a 12 anni, fino ai 4 anni se è di gruppo e fino ai 24 anni se la vittima ha meno di 14 anni.

Infine è garantito il diritto della vittima di essere ascoltata entro 3 giorni dalla notizia di reato e viene resa obbligatoria la formazione specifica per gli operatori di polizia, arma di carabinieri e corpo di polizia penitenziaria per il trattamento di questi fenomeni. Infine nei centri antiviolenza sarà fornito il supporto legale e psicologico e ci sarà la possibilità di ospitare le donne vittime di violenza nella fase intermedia che va dalla decisione di denunciare alla presa in carico da parte dei centri antiviolenza.