Lutto nel mondo del giornalismo italiano, è morto Vittorio Zucconi uno delle più importanti firme di Repubblica e storico corrispondente da Mosca negli anni della guerra fredda per il Corriere della Sera e poi a Repubblica a raccontato l’America. Se ne è andato dalla sua casa di Washington dopo una lunga malattia a 74 anni, in quell’America che aveva scelto come casa per avere un punto di vista privilegiato e distaccato dal Paese che amava raccontare. Zucconi è stato corrispondente dagli Stati Uniti per Repubblica e direttore del sito e di Radio Capital, scrittore di libri di successo ma soprattutto e oltremodo giornalista, una voce libera e un osservatore attento del mondo che ha sempre scelto di difendere la democrazia e tutte le libertà rivendicando i diritti di ognuno. Sagace e ironico giornalista che ha saputo mantenere sempre la schiena dritta senza mai piegarsi agli ordini di questo o quel potere forte.

Tantissimi i messaggi di cordoglio e i ricordi condivisi da colleghi e amici del giornalista modenese classe 1944 nei social, Mario Calabresi scrive: “Quanta America ci hai raccontato caro Vittorio, ti affascinavano i cowboy ma amavi gli indiani. Eri irrequieto, polemico, sfrontato, non ti tiravi mai indietro e scrivere era la tua vita. Lasci un grande vuoto”. 

Negli ultimi anni Vittorio Zucconi aveva scoperto Twitter dove si divertiva a commentare i fatti del giorno con quell’onestà intellettuale che lo ha sempre contraddistinto, non usando mezzi termini ed espandendosi così i uno degli ultimi tweet di Zucconi, in occasione del 25 aprile, ha sentenziato “L’ Italia si sta riscoprendo fascista senza ammetterlo.” 

Vittorio, avevamo ancora bisogno di te. Ci mancherai.