Aggiornamento 21.35: Senza sorprese il voto alla Camera, come ampiamente previsto. L’aula di Montecitorio ha confermato la fiducia al Governo con 435 sì e 162 no. Formalizzata la scissione nel Pdl. Nel dibattito alla Camera hanno preso la parola il capogruppo “tradizionale” Brunetta e poi anche Cicchitto “A nome degli oltre 20 senatori e deputati che hanno affermato con forza che una battaglia forte contro l’uso politico giustizia non debba mai essere in contraddizione con gli interessi dei cittadini e con la governabilità”.

Notizia: Dopo il totale successo ottenuto in mattinata al Senato, il presidente del Consiglio Enrico Letta si è presentato nel pomeriggio del 2 ottobre alla Camera per chiedere il voto di fiducia. L’approvazione era scontata fin dall’inizio, poiché a Montecitorio Pd e Scelta civica superano ampiamente la maggioranza assoluta. Ma dopo il drammatico esito al Senato con l’appoggio dato in extremis anche da Silvio Berlusconi, il voto alla Camera diventa poco più di una formalità.

Del resto lo dimostra il discorso del premier: “L’Italia ha bisogno che non ci siano più ricatti, tipo ‘o si fa questo o cade il governo’, anche perché si è dimostrato che il governo non cade. L’Italia non ha bisogno di un governo qualunque, ma di un governo nel pieno delle sue funzioni con una chiara maggioranza che lo sostiene“.

Sul programma, Letta (foto by InfoPhoto) ha aggiunto: “Possiamo anticipare il cronoprogramma sulle riforme, celebrando il referendum in 12 mesi, avendo proposto un impianto di riforma costituzionale equilibrato, funzionante e che non deve far paura a nessuno perchè non stravolge i principi costituzionali. Siamo ancora dentro la crisi, pesantemente e i dati sulla disoccupazione giovanile sono lì a ricordarcelo. Nella legge di stabilità il cuore di tutto sarà la riduzione delle tasse sul lavoro e del cuneo fiscale ed in particolare la riduzione delle tasse per dare finalmente sollievo ai lavoratori“.

Nel frattempo si è consumata la scissione all’interno del Pdl. Infatti un nuovo gruppo si sta formando alla Camera. Il primo firmatario è Fabrizio Cicchitto. Il gruppo conta 12 deputati, ma è stato annunciato che arriveranno a 26.