Il 1 Novembre cesseranno le attività nello stabilimento di Napoli della Whirlpool: l’annuncio arriva dalla multinazionale dopo l’incontro con il governo, alla presenza del premier Conte e del ministro Patuanelli, di stamane. Secondo la società, le azioni proposte dal governo, incluse nel decreto per la risoluzione delle crisi aziendali, “sono misure non risolutive e che non possono incidere né sulla profittabilità del sito di Napoli nel lungo periodo, né sulla competitività di Whirlpool nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa)”.

Al termine della riunione, il premier Conte aveva riferito che l’azienda non aveva accettato le proposte del governo e che il dialogo tra le parti era ormai “senza prospettiva”, mentre la Fim Cisl ha subito proclamato uno sciopero a oltranza nel sito di Napoli. Lo stabilimento di Napoli sarà ceduto dalla Whirlpool alla società svizzera Prs che produce container refrigeranti e non più lavatrici.

La notizia arrivata da Roma ha fatto scoppiare gli animi degli operai di Whirlpool Napoli che che si sono riversati sull’autostrada Napoli-Pompei-Salerno bloccandone la circolazione. Gli operai, dopo circa 1 ora e mezza e dopo qualche scontro con le forze dell’ordine, hanno liberato la strada.

Per il ministro Patuanelli: “è surreale che ci si sieda al tavolo col presidente del Consiglio nella stessa posizione di 3 settimane fa al Mise. È evidente che il livello di attenzione del governo, nella sua interezza, è alto. Quello che sta succedendo su questo stabilimento è esemplificativo di situazioni che non vogliamo che si ripetano”, ha fatto notare Patuanelli. “Pensare che ci siano comportamenti predatori all’interno del tessuto produttivo italiano per noi non è accettabile e il piano industriale firmato a ottobre del 2018 deve essere assolutamente rispettato”.